Sostenibilità

Sostenibilità

Giugno 15, 2020 0 Di Ginevra

Avevo abbandonato il sito per mancanza di tempo/voglia e principalmente perchè sono un ghiro superiservato. Durante il covid però ho capito che la condivisione è molto utile. Prima di tutto è proprio grazie ad essa e alle persone che mettono online le proprie conoscenze che imparo ogni giorno cose nuove, secondo, ti permette di approfondire cose che ti incuriosiscono visto che decidi di scriverci sopra e così non rimangono sospese nel vuoto quindi perché no? Mi sono ripromessa di ritornare a postare ogni tantum.

Ognuno di noi ha reagito in maniera differente a questo Coronavirus, io ho utilizzato il mio tempo per fare anche dei corsi su questioni che mi interessavano e che non avevo mai avuto modo di esaminare pienamente. Una di queste è la sostenibilità.

Da sempre ho cercato di rispettare l’ambiente e mi sono accorta, stando più spesso in casa rispetto a prima che lavoravo e avevo una vita frenetica, della quantità di rifiuti di plastica/carta che producevo. Buttavo un sacchetto pieno ogni cinque giorni! Altra spinta è stata la quantità di vestiti/cose che ho gettato via in questo periodo, complici i due traslochi fatti. Mi sono detta approfittiamone di questo momento per capire che posso fare per cambiare la situazione e cercare di mantenere queste nuove abitudini.

Ho seguito due corsi su due diverse piattaforme, che offrivano vari corsi gratis per aiutare ad affrontare meglio l’emergenza Covid (ringrazio ancora internet e le belle iniziative che sono state fatte grazie ad esso), FUTURELEARN e COURSERA . Devo dire che il primo mi ha interessato di più perché pieno di link a documentari/articoli da vedere molto attuali. Entrambi trattano la sostenibilità nella moda. Tema che mi sta molto a cuore, visto che l’industria della moda è uno dei principali settori che contribuisce all’inquinamento dell’ambiente. La coltivazione del cotone richiede un gran uso di pesticidi tossici e di acqua, allevare il bestiame per la pelle o la lana porta alla defertilizzazione del terreno, l’uso di sostanze chimiche per tingere o lavorare i tessuti, in particolare la pelle e quelli sintetici, provoca la contaminazione delle acque dei fiumi/oceani, (in particolare nei paesi del terzo mondo dove già scarseggia l’acqua). Il lavaggio degli indumenti sintetici è una delle principali fonti di inquinamento delle acque visto che rilasciano microfibre plastiche ogni volta e non si decompongono nell’ambiente.

In seguito un elenco di cose che ho deciso di intraprendere. Magari può essere un buon spunto anche per voi.

  • Ripreso ad andare ai mercati. Comprare frutta e verdura al mercato ha i suoi pregi, prima di tutto è fresca e molto più buona poi te la mettono in sacchetti di carta che puoi riciclare.
  • Visto dei tutorial su come farsi la crema corpo in casa con gli oli e burri. Ho seguito le indicazioni di questa tipa fighissima, Trashisfortossers, che ha fatto pure un Ted talk (io li adoro, alcuni sono super interessanti) e gira con un barattolo di vetro dove c’è la sua spazzatura accumulata nel giro di tre anni. Ecco, io non ambisco a diventare così, so che non ci riuscirò mai, complice il fatto che vivo in Italia e conduco uno stile di vita lavorativo che non me lo permette, però voglio cercare nel mio piccolo di cominciare a farmi le cose da me. Altra tipa figa è Marta, di Bottega zero waste, che ha un sito dove vende i suoi prodotti e un canale youtube dove ci sono un sacco di video dove spiega come fare i prodotti skincare, tra l’altro ora offre la possibilità di iscriversi a due workshop gratuiti, uno sul shampo e l’altro sul sapone. Lei è super gentilissima e disponibile.
  • Mi sono fatta la promessa di comprare meno vestiti di brand fast fashion come zara, H&M etc perché producono senza sosta e la maggioranza dei vestiti invenduti va a finire bruciata contribuendo ancora di più ad inquinare l’ambiente, come se già non bastasse.
  • Prima di comprare qualcosa cerco di informarmi di più sulla vision e politica di tale brand. Una cosa che mi aiuta è il sito, GOOD ON YOU, che, oltre a fornire articoli con suggerimenti su marchi etici e che rispettano l’ambiente, ha anche un app che indicizza la sostenibilità un’azienda piuttosto che un’altra. Non sempre ci sono tutte le marche per cui quando non li trovo, cerco di capire meglio attraverso il loro sito e/o ricerche su internet.
  • Due brand carini che ho scoperto e ordinato le cose per fare yoga: Girlfriends collective, Organic Basics
  • Lavo i pochi tessuti sintetici che ho (di poliestire riciclato) con sapone liquido che è meglio di quello solido perché non esercita un’azione abrasiva che comporta il distacco delle particelle microplastiche, a temperature moderate e centrifuga moderata, con lavaggio veloce.
  • Ho trovato finalmente una coppetta mestruale adatta a me, Organicup, tra l’altro ti danno la possibilità di essere rimborsata nel caso non ti trovassi bene. Sono super contenta, all’inizio ho faticato un secondo per capire come toglierla poi è andata super easy. Ora non contribuisco più all’inquinamento degli assorbenti.
  • Non mi trucco mai però ho deciso che quei pochi trucchi che uso li voglio naturali e idem i prodotti di bellezza come maschere e sieri vari. Mi sono presa mascara, burrocacao colorato e illuminante ILIA fantastici! E ho fatto un ordine da BIOEARTH oltre che provato la maschera Ambrosia di parentesibio, favolosa
  • Idem con le creme protettive, ora per la città uso ISDIN che ha anche filtro SPF 50 che ci vuole se non vogliamo avere le rughe, penso che prenderò anche quelle solari per il mare visto che sono ecofriendly.
  • Fatto nascere il lievito madre liquido, un pò impegnativo, almeno ha il pregio che non devi nutrirlo spesso come la pasta madre solida e inoltre puoi farci un sacco di cose buone.
  • Io adoro le candele e le uso un sacco per cui mi sono messa a farle di soia o con la cera d’api